Scopriamo le origini del rap Italiano: il genere più ascoltato oggi dai giovani. | Supertesti.it
 

Scopriamo le origini del rap Italiano: il genere più ascoltato oggi dai giovani.

dalla old school alla new school
2020-09-17 di Emanuele Caravello

Scopriamo le origini del rap Italiano: il genere più ascoltato oggi dai giovani.

Ho iniziato ad ascoltare rap nel 2012 grazie ad MTV spit, un programma che trasmetteva freesyle. È stato, infatti, proprio il freestyle ad attirare la mia attenzione e farmi così scoprire il mondo del rap, conoscendo prima artisti come Nitro, Rancore, Fred De Palma, Clementino, Kiave ed il vincitore del contest, ovvero Ensi. Successivamente mi sono più addentrato nel genere conoscendo Emis Killa, Gemitaiz, Rocco Hunt, Salmo e moltissimi altri rapper. In particolare sono rimasto affascinato dai rapper della cosiddetta “Old School” da cui mi sento più rappresentato.

Il rap è diverso dagli altri generi per due motivi principali. In primis, chiunque può farlo, non serve saper suonare uno strumento o saper cantare! Attenzione, però, non significa che sia facile farlo. Io, in prima persona, ho provato spesso a rappare, ma con scarso successo prima di pubblicare i miei inediti. 
Il secondo motivo è che questo genere è diretto, crudo e schietto. Puoi dire quello che vuoi in qualsiasi momento, basta un beat ed un foglio per esprimere ciò che si prova. 
Sono stato affascinato principalmente dall'immaginario, dalle rime e dal sentirmi rappresentato dai rapper (soprattutto vecchia scuola) che mi hanno aiutato e mi hanno fatto sentire parte del loro mondo. Aspetti che vedo sempre meno in questa nuova generazione rap dove si tende ad ostentare e mostrare ciò che realmente non si ha.

Il rap, un genere già molto diffuso negli Stati Uniti dove è nato, in Italia arriva negli anni ‘80. In Italia, in quegli anni, c’era una difficoltà a fare rap per una questione di metrica. Si pensava che non si potesse fare il rap in italiano perchè era ed è una lingua difficile. Infatti i primi  gruppi come i Radical Stuff rappavano in inglese. Di conseguenza nessuno faceva rap in italiano. Fu all’inizio degli anni ‘90, grazie all’Onda Rossa Posse col brano “Batti il tuo tempo” e agli Isola Posse All stars con “Stop al panico” che trattavano di temi sociali, che si iniziò a fare rap in italiano. Il brano che, però, è considerato il primo brano rap in italiano e che ispirò molti rapper a scrivere in italiano fu “Sfida il buio” di Speaker Deemo, pubblicato nel ‘92. Successivamente iniziando a rappare in italiano, il mercato del rap si espanse, creando una scena fatta da Kaos One, i Sangue Misto (formati da Neffa, Deda e Dj Gruff), gli Otierre, Lord Bean, Bassi Maestro, Ice One e Fritz Da Cat. Quest’ultimo fece un album molto importante per la storia intitolato “Novecinquanta”. Inoltre, non da meno, erano gli Articolo 31 e i Sottotono che possono essere considerati i primi rapper “commerciali”. Questo periodo è anche definito Golden Age del rap italiano. Dopo gli anni ‘90 c’è stata una fase di buio per il rap italiano e molti hanno chiuso definitivamente con questo genere come i Sangue Misto
Una lenta ripresa del rap avviene tra il 2006 e il 2010, artisti come Fabri Fibra e Mondo Marcio firmano in Major  espandendo e facendo conoscere il genere in Italia.
Il rap ha iniziato a farsi strada e ad essere più ascoltato proprio con Fabri Fibra, Mondo Marcio, Marracash, Emis killa, Fedez  e i Club Dogo.
Negli ultimi anni c’è stato il punto di rottura all’interno del rap con la nascita di un sottogenere: la musica trap con Sfera Ebbasta, Ghali ,Tedua, Ernia ed Rkomi. Rapper New School che hanno fatto entrare il rap nelle case degli italiani, dando una ventata di freschezza nella scena. Al giorno d’oggi, a mio parere, il rap si dovrebbe ulteriormente rinnovare perchè è diventato oramai un mercato saturo. 
È bene evidenziare che se non ci fossero stati i pionieri non ci sarebbe stato tutto questo e i rapper della New School. Per pionieri intendo i rapper della vecchia scuola, l' Old School e  tutti gli artisti che hanno gettato le basi affinché questo genere diventasse famoso in Italia. Quindi ad esempio tra i primi, come sottolineato precedentemente, troviamo  Kaos One, Ice one, Colle Del Fomento, Bassi Maestro ed i Sangue Misto. 

La differenza sostanziale tra Old School e New School sono le sonorità e i testi. Nella Old c’è una ricerca più mirata riguardo ai testi perché sono più profondi, più personali e metricamente più complessi. Ci sono più incastri metrici, più ricerca di vocaboli e rime a quantità. La New school, invece, è più incentrata alla melodia, suona molto di più e per questo ha preso il pubblico giovanile. Inoltre i giovani si rispecchiano nei testi della New School perchè parla di temi abbastanza attuali, anche se spesso poco profondi.
Riassumendo, più che parlare di differenze tra Old e New School, direi che si tratta di una evoluzione di suoni, di ritmica e di testo. I rapper della Old hanno iniziato a fare rap per un ideale, per sentirsi parte di qualcosa ovvero l’Hip Hop che li univa. Non dovevano creare una hit, perchè non c’era un mercato come adesso. Il rap era un genere di nicchia, non c’erano Major interessate al genere ed i pezzi non passavano in radio. Era un'esigenza, non era musica creata per monetizzare ma si rappava perchè si sentiva di farlo. Adesso, invece, la trap è qualcosa che fa “figo” e si fa, più che altro, per vendere e per essere qualcuno. Ben venga essere qualcuno, però non era questo lo scopo dell’Hip Hop e del rap che, invece, avevano il focus nell’aggregazione, nell’unione e anche nell’imparare. Un grande rapper americano Krs One diceva che “Il rap è ciò che fai, l’hip hop è ciò che vivi.” Il rap è un mezzo di aggregazione che ti fa stare insieme agli altri che ti istruisce. Io attraverso il rap ho iniziato a scrivere, mi sono appassionato alla scrittura e a questo mondo Hip Hop formato da rap, breakdance, writing e il djing.

Adesso è sfuggita un po’ di mano la situazione, spesso si trasmette un messaggio negativo. Siamo arrivati a questo punto perchè si tende a copiare troppo l’America e si tende a riportare non solo lo stile ma anche i comportamenti musicali. Ad esempio in alcuni video vedo che si imitano i balletti delle gang americane, non ha senso, è puro show! Si ha questa “violenza” nei testi perchè si vuole imitare l’immaginario americano e oggi anche francese che nel nostro paese non esiste. La musica non deve per forza mandare un messaggio però se uno si arroga il diritto di dire: “Io faccio rap” dovrebbe mandare un messaggio educativo e non diseducativo! Dare un messaggio positivo è il vero valore dell’Hip Hop e del rap. Al giorno d’oggi per arrivare primo in classifica devi fare un tormentone estivo o la canzone che prende il pubblico. A parer mio è arte ma non è arte che può aiutare. Ok, l’arte deve svagare le menti, ma deve aiutare la gente a dare il meglio di sé come anche superare un momento difficile.Per far si che il rap si rivoluzioni, secondo me, è tutto una ruota. Sono cicli, adesso si parla di argomenti leggeri, domani magari di temi sociali importanti con nuove sonorità. Cosa che esiste già, ma manca ancora.

Per farsi una cultura del rap italiano gli artisti che consiglio, assolutamente, di ascoltare sono: Kaos One, i Sangue Misto, Colle Der Fomento, Lord Bean, Otierre, Cor Veleno, Stokka e Madbuddy. Ernia, rapper sulla scena da qualche anno, mi ha molto colpito e lo consiglio. Il suo album è un giusto mix tra rap e sonorità piacevoli. Sono veramente tanti i rapper bravi. Ad esempio altri sono anche Jesto e Johnny Marsiglia (considerato da molti la miglior penna d’Italia). Le canzoni che direi di ascoltare sono “Cose preziose” e “le 2 metà” di Kaos one

A chi vuole diventare un rapper consiglio di ascoltare i rapper della Old School per capire come fare rap, come stare su una base, come scrivere in metrica. In poche parole capisci tutto del rap! Prima di pubblicare un proprio brano bisogna allenarsi. Inoltre consiglio di guardare “Numero Zero” per avere uno sguardo sulla situazione. Netflix ha prodotto anche una serie dal titolo “The Get Down” che parla di come l’hip hop è nato e come si è espanso. Chi vuole, invece, approcciarsi all’ascolto suggerisco di ascoltare ciò che piace. C’è così tanto rap che, al giorno d’oggi, può coinvolgere qualsiasi persona.

Emanuele Caravello aka Nonse


Kaos One - "Cose Preziose" , brano dedicato all'Hip Hop

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