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Si riparte da Zerosettanta: fuori il volume 1!

il tanto atteso ritorno di Renato Zero
2020-11-27 di Elena Scarpace

Si riparte da Zerosettanta: fuori il volume 1!

In un mercato musicale in cui una tra le migliori promozioni di cui artista possa usufruire per attirare su di sé il cosiddetto hype è ormai il dissing, neanche una leggenda come Renato Zero se l’è lasciato sfuggire, concedendo recentemente agli amanti dei gossip musicali una dichiarazione scottante su un altro artista romano, Achille Lauro, designato dalla critica come suo erede: 

"Con le piume e le pailettes io non giocavo certo a fare il clown della situazione".

“Il re dei sorcini” (soprannominato così per via di una sua affermazione nei primi anni ’80 a Viareggio quando vide molti suoi fan che lo circondavano coi motorini) non si è risparmiato neanche contro gli artisti emergenti:

“Che poi che cantanti sono quelli con l'autotune?”. 

Zlatan Ibrahimovic sta insegnando che i “vecchietti” hanno ancora molto da insegnare, e così come il calciatore che ha segnato in 4 decadi differenti, anche lo showman tanto adorato da Tim Burton (che avrebbe chiesto perfino a Johnny Depp d’ispirarsi a Renato Zero per il suo personaggio de “La Fabbrica di Cioccolato”) musicalmente si è collocato con un album al numero 1 della classifica italiana in cinque decenni differenti. Sarà il sesto decennio trionfante? Chi lo sa, di certo le aspettative sono alte per lo “Zlatan Ibrahimovic della musica italiana”, che ha scritto nell'insieme più di cinquecento canzoni, anche per altri artisti di nota autorevolezza come Ornella Vanoni, Patty Pravo, Alex Baroni o l’intramontabile Marcella Bella, tra i molti cantanti di prestigio. 

Chi al secolo è Renato Fiacchini aveva le idee chiare fin da giovanissimo: dopo aver ottenuto la licenza media, si iscrive all'Istituto per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini, che abbandona al terzo anno, non per la mancanza di impegno, piuttosto per dedicarsi interamente alla musica e per cimentarsi nel migliorare le proprie abilità coreutiche e attoriali. Ha sempre prediletto il trasformismo e i costumi, difatti comincia a camuffarsi esibendosi in piccoli locali romani. Prima di ogni suo spettacolo cuciva da sé i propri abiti ed era addirittura il make-up artist di sé stesso! I suoi mascheramenti e il suo stile lo hanno reso fonte d’ispirazione delle successive pop star americane! Ai tempi la sua accoglienza era tutt’altro che calorosa: sentendosi spesso rivolgere “Sei uno zero”, si tatuò questa frase nel cuore e nel nome, finché una sera venne osservato dall’illustre coreografo Don Lurio, che ammirò le sue virtù artistiche e lo fece entrare nei Collettoni, supportando una giovanissima Rita Pavone nei suoi varietà serali. Celebre e intensa è l’amicizia con le due sorelle Mia Martini e Loredana Berté, anche se il rapporto con quest’ultima s’incrinerà per sempre e sfortunatamente per noi amanti della musica. Chissà quante soddisfazioni ancora ci avrebbero riservato…

Renato Zero è un artista che ha insegnato più volte a come rialzarsi da una caduta considerevole: oltre agli sfottò di chi non credeva in lui, nel 1984 prepara un concept album in cui l’io lirico è un artista che pretende il suo spazio dopo anni di dura gavetta e, per presentare il lavoro alla critica e al pubblico, organizza una conferenza stampa allo Zoo di Roma indossando una pelle di leone con pigmei. L’istigazione ottiene il suo scopo e l’Album “Leoni si nasce” sale immediatamente al primo posto in classifica, uscendone quasi con la stessa velocità. È l'instrado di un crollo di consensi che ne contrassegnerà la carriera fino a quando nel 1991 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, con “Spalle al muro”. La sua esibizione riceve una standing ovation, ponendo il cantautore al secondo posto. 

Ma come nasce “Zerosettanta”? È stato proprio un periodo sgraziato come il lockdown a idearlo. Zero voleva celebrare i 70 anni con un grande evento a Roma ma questa situazione lo ha condotto a lavorare su alcuni suoi spartiti già pubblicati. Da qui nascono nuovi testi grazie a colleghi storici come Vincenzo Incenzo. Featuring di lusso è quello con i Neri per Caso, coristi in “Troppi cantanti pochi contanti”.

“Questa volta mi sono fatto in tre, pur di non lasciare pause inutili alla mia fervida immaginazione. E il vostro cuore non ha mai smesso di pulsarmi accanto. 3, 2, 1, ZERO e la favola continua”.

E noi di Supertesti ci auguriamo che questa favola musicale abbia un finale molto ma molto lontano e soprattutto lieto. Tanta buona fortuna a Renato Zero che ha scelto di ripartire dal passato, scelta giusta visto che, come sosteneva il grande Friedrich Wilhelm Nietzsche: “Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato.”


Intervista di RTL 102.5 a Renato Zero sul suo nuovo album.

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